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Équipe formativa del Progetto "Pensare Positivo"

L’Associazione A.R.P. si è aggiudicata la gara pubblica di appalto per la formazione del personale dei consultori che effettueranno l’attività di home visiting, e la traduzione in italiano ed adattamento al contesto sociale del manuale Thinking Healthy dell’OMS.

 

Regione Lombardia con il progetto “Misure afferenti alla prevenzione, alla diagnosi, cura e assistenza della sindrome depressiva post-partum” approvato e finanziato dal Ministero della Salute (2018), ha finanziato la costruzione in 7 ASST lombarde di un percorso di cura strutturato e omogeneo per la prevenzione ed il trattamento della depressione perinatale.

 

Le Unità Operative ASST coinvolte nel progetto e impegnate su questi temi sono:

  1. ASST Lecco (ASST responsabile scientifico)
  2. ASST Papa Giovanni XXIII- Bergamo
  3. ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda
  4. ASST Fatebenefratelli
  5. ASST Rhodense
  6. ASST Monza
  7. ASST Vimercate

Ad esse si aggiunge l’ATS Brianza, con ruolo di coordinamento delle esperienze di screening e trattamento della depressione perinatale presenti nel territorio delle 3 ASST afferenti (Lecco , Monza e Vimercate).

 

Durante la gravidanza e in particolare nei primi mesi dopo la nascita del figlio, i modi emotivi di sentire delle donne possono essere veramente ambivalenti, poco piacevoli e disturbanti, con manifestazioni che si distribuiscono lungo il continuum di una dimensione ansiosa e/o depressiva. Studi scientifici confermano che la presenza di una condizione depressiva materna può avere conseguenze potenzialmente sfavorevoli sul benessere psicofisico del feto e/o del bambino appena nato, alterare la relazione di coppia con inevitabili ricadute nella stabilità familiare (Milgrom et al. 2001). In particolare, i disturbi depressivi maggiori si attestano su valori compressi tra 3-5% durante la gravidanza e intorno al 5% nei primi tre mesi dopo il parto. Se si comprendono anche i disturbi depressivi minori, la point-prevalence è pari al 11% in gravidanza e al 13% nei primi tre mesi del puerperio (Howard et al. 2014, Istituto Superiore di Sanità 2016, NICE 2016). La paura di essere considerate delle madri inadeguate, alimentata da aspettative poco realistiche circa le comprensibili difficoltà di adattarsi alla maternità, può portare le donne a sentirsi colpevoli e ad essere poco inclini a cercare aiuto.

È importante tenere presente che per le mamme con depressione perinatale l’aiuto concreto (volto a implementare il saper fare) è vitalequanto il supporto emotivo (inteso a monitorare le sue emozioni e sentimenti mentre si occupa del figlio) e dunque un’assistenza domiciliare specialistica- rivolta a loro e ai loro piccoli- è uno snodo cruciale di salute pubblica.

A tal fine Il Dipartimento Salute Mentale ed Abuso di Sostanze dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha prodotto nel 2015 “Thinking Healthy: A Manual for Psychosocial Management of Perinatal Depression” un manuale specificatamente rivolto  ad operatori che non appartengono ai servizi di salute mentale, ma all’area materno infantile che attuano l’home visiting (ostetriche e infermiere),  finalizzato alla formazione nel supporto psicosociale della donna con depressione perinatale secondo un modello psicoeducativo.

Dunque, il benessere della coppia madre-bambino rappresenta un’area di attuale e prioritario interesse nell’ambito della salute pubblica e i servizi offerti “intorno” all’evento nascita sono il termometro della qualità di tutta l’assistenza sanitaria di un Paese oltre che un modo di realizzare prevenzione primaria.

In Italia, Regione Lombardia con il progetto “Misure afferenti alla prevenzione, alla diagnosi, cura e assistenza della sindrome depressiva post-partum” approvato e finanziato dal Ministero della Salute (2018), ha attivato concretamente questa finalità cioè costruire in 7 ASST lombarde un percorso di cura strutturato e omogeneo per la prevenzione ed il trattamento della depressione perinatale.L’implementazione di questo modello permetterà di verificarne i punti di forza e le criticità,nella prospettiva di una sua diffusione a livello regionale.

Al fine di dotarsi di strumenti operativi per sostenere il modello regionale, il progetto si articola nei seguenti quattro obiettivi specifici:

1) Informare le donne. Il punto di partenza è ilfornire informazioni fruibili ed efficaci. A questo fineverrannosviluppati sia materiale informativo regionale siaun’app per smartphone eunsito web dedicati alle donne;

2) Effettuare unoscreeningperiodico con EPDS (Edinburgh Postnatal Depression Scale)delle donne, gravide e in puerperio, e fornire un trattamentopsicologico, se necessario. Il secondo obiettivo è incentrato sull’implementazione di una procedura di screening, cui segue l’erogazione di un trattamento psicologico;

3) Formare gli operatori (ostetriche / infermiere) nell’attività di home visiting. Stante anche la necessità di fornire non solo supporto ambulatoriale, ma anche al domicilio, nel terzo obiettivo gli operatori dei consultori verranno formati ad implementare un intervento psicosociale specifico per il sostegno alla depressione perinatale all’interno dell’home visiting (utilizzando il manuale Thinking Healthy , in italiano” Pensare Positivo”)

4) Valutare l’efficacia degli interventi erogati. In ultimo sarà valutata l’efficacia nella pratica dell’intervento psicologico fornito in ambulatorio e del lavoro educativo a domicilio.